ultimo fiore 2015

ultimo fiore  2015

 

 Roma e l’uva di Natale 

Una mostra su Roma città eterna

 

Roma, città eterna

Da tanto tempo ci pensavo, doveva essere qualcosa di mio, vissuto personalmente non copiato da libri di arte o di storia, un evento culturale che possa interessare e entusiasmare in Perù a 12 ore di volo dalla Piazza San Pietro e dal Colosseo.

È ormai una tradizione che porto avanti dal 2009 con Giotto e San Francesco, Michelangelo Buonarroti, Santa Rosa da Lima, Leonardo da Vinci e ora la città di Roma. Il Salone Paolo VI è adattissimo per questi eventi culturali. Sulla parete centrale un pannello di 6 x 3 metri: l’abbraccio di Piazza San Pietro con a fianco il Colosseo e l’Altare della Patria, sintesi di tutta la mostra.

Sulle pareti a destra la Roma antica, i suoi personaggi, le sue fontane, la storia del secolo XX, la Roma 2015 e Il pannello dal titolo la MIA ROMA vista a 14 anni, a 18, a 24 e a 74 anni.

Roma turistica

 Sulle pareti di sinistra la Roma cristiana, la basilica San Pietro, il Vaticano, l’elezione di Papa Francesco, gli ultimi 7 papi, la Cappella Sistina. Collocati qua e là i quadri di Papa Francesco e Paolo VI, la Mappa del Vaticano, l’elenco dei 266 Papi della storia a partire dal pescatore di uomini San Pietro e scatti fotografici della mia ultima visita a Roma nel 2014. Le 10 colonne portano i tre colori dell’Italia e il bianco e giallo della bandiera vaticana.

 

La mia Roma

Tre documentari passavano su grande schermo con bellissime immagini, commentate naturalmente in spagnolo.

L’apertura della mostra ha visto la presenza del critico d’arte e amico professor Luis Villacorta che ha incantato gli ascoltatori sottolineando come davvero Roma è nostra madre per mille motivi culturali, giuridici, linguistici e religiosi. Lui stesso ha guidato il primo gruppo spiegando tutte le 76 nitidissime foto con dimensioni di un metro. Non finiva più, ma tutti lo seguivano.

 Visitatori oltre i mille

La mostra è rimasta aperta dal 11 al 21 di ottobre 2015, tanti i parrocchiani, alcuni turisti ma soprattutto scuole medie, secondarie e università con una serata dedicata a 150 professori di religione. 

mostra di Roma

Naturalmente è toccato a me fare la parte del leone come guida che sa sottolineare anche dettagli quasi invisibili come i piedi della statua in bronzo di san Pietro consumati dai baci ricevuti lungo cinque secoli, compresi i miei. La foto della bocca della verità che può mangiarsi le mani dei bugiardi impressionava piccoli e grandi.

 Devo sottolineare l’appoggio dato dal Municipio e la novità di tre guide universitarie esperte e sorridenti, Liliana, Bruno e Carlos, che in modo appassionato hanno coinvolto soprattutto gli studenti delle superiori. Immancabile e puntuale, ogni giorno, la presenza di Milena incaricata dei documentari e soprattutto di invitare con gentilezza a lasciare un commento scritto nel libro della mostra.

Ben novanta sono i commenti, creando l’imbarazzo della scelta. “Conoscere una cultura è accorciare le distanze e viaggiare nel tempo. Un amico, una guida, un fratello in Cristo a cui piace condividere la sua cultura, così è padre Antonio ambasciatore nella nostra città dimostrando lo splendore dell’Italia e del Vaticano con la loro storia”. “Con la mostra ho conosciuto il Vaticano, un sogno che è diventato realtà!” Il ragazzo Noè scrive semplicemente: “Molto bella, molto interessante”. Più sintetica Katya: “Impressionante!”

 

attentissimi

Agli studenti delle 15 scuole che visitarono la mostra si consegnò una scheda con varie domande per un concorso a premi. Una era questa: “Quale foto del Vaticano ti ha impressionato di più?” A sorpresa Fatima e altri così rispondono: “I giardini del Vaticano dove si può apprezzare la bellezza della natura attraverso gli alberi e i fiori perfettamente e artisticamente collocati. Esaltano l’opera della creazione e offrono, a coloro che possono visitarli, momenti di pace e di raccoglimento”.

È stato un lavoro non da poco preparare il tutto, ma ne è valsa la pena grazie anche alle capacità artistiche del professor Carlos Grados che ha saputo scegliere foto di altissima qualità valorizzando al meglio lo strumento tecnico della gigantografia su plastica.

 Toh, mio marito si sta sposando!

Matrimonio religioso

Stava passeggiando tranquilla per la Piazza d’Armi di Huacho con il suo cagnolino, quando la curiosità la spinse ad avvicinarsi al Palazzo Comunale dove si stavano celebrando i cosiddetti “bodas masivas[matrimoni di massa, collettivi, ndr.] di circa 40 coppie. Scoppia lo scandalo quando vede suo marito ( o ex marito, papà di suo figlio) che sta presentandosi al Sindaco con al braccio una nuova sposa. Si precipita addosso reclamandolo in toni violenti. Lo sposo colto in flagrante non si turbò più di tanto e continuò a tenersi stretta la nuova fiamma. L’altra non intendeva mollare la presa, velocissimamente va a casa, prende i vestiti del marito, torna e glieli getta in faccia.

Nel tafferuglio interviene la polizia municipale, però le nuove nozze, nonostante tutto, vanno in porto. Questo succede a Huacho il 15 novembre 2015.

Pochi giorni primi nella Cattedrale avevo celebrato il matrimonio comunitario con sei coppie compresa quella che aveva alle spalle 51 anni di matrimonio civile. Erano felicissimi con tutti i loro figli, nipoti e pronipoti.

Il Sindaco e i venditori ambulanti

A due giorni dal Natale sono invitato in Municipio per una breve preghiera davanti a circa 200 impiegati, dieci consiglieri comunali e naturalmente il Sindaco. Nel protocollo, ho dieci minuti a disposizione per parlare di Gesù Bambino, i pastori, il gloria degli angeli, i re magi, naturalmente lasciando da parte la brutta figura del politico Erode. Tutto è stato ben preparato e mi trovo a mio agio senza quasi accorgermi che manca il Sindaco. Al termine, sottovoce chiedo al segretario: “Ma il Sindaco dov’è?”. “Bloccato in casa dai venditori ambulanti inferociti!”

È un tema delicato, non posso esprimermi troppo anche se tanti sanno del mio disaccordo con l’ordinanza municipale che rimuove dalle strade di Huacho oltre mille venditori ambulanti, compresi i miei amici che sempre stavano davanti alla Chiesa, alla parrocchia e agli ospedali. Quello di Natale era il terzo scontro violento conclusosi con la liberazione del Sindaco che da parte sua, ha dato due giorni di libera vendita natalizia, un tipo di “O bei o bei” di Milano per Sant’Ambrogio.

Passata la tregua, di nuovo gli ambulanti sono sul piede di guerra. So che qualsiasi soluzione non sarà facile da prendere.

Notizie in breve

  • Ottobre è sempre con il Signore dei Miracoli e le sue cinque processioni per le vie della città, dall’alba fino a notte fonda. Puntualmente riappare la Confraternita con i suoi 200 tra iscritti e devoti che lasciano da parte casa e lavoro per dare al “Cristo Moreno” la possibilità di visitare i suoi fedeli dando a tutti una parola di speranza che miracolosamente raggiunge i cuori.
  • Una coppa d’oro, una d’argento, un premio al capocannoniere e uno al miglior giocatore assoluto, sono il bilancio della prima uscita ufficiale della Scuola Calcio della Cattedrale. Le maglie gialle si stanno facendo onore nella città, nella regione e si affacciano al livello nazionale.

 

Coppa under 12

Si tratta di 60 bambini, ragazzi e giovani dai 5 ai 17 anni. Se Inter o Milan hanno bisogno di “pulcini” per i loro vivai possono venire qui a vederli.

Felici e contenti

  La squadra vincitrice

  • Una immersione con il sottomarino Huascar ha segnato la conclusione dell’anno scolastico del corso di italiano, con la gita alla Punta di Lima sull’Oceano Pacifico. Fa impressione soprattutto perché si tratta sempre di uno strumento di guerra, mentre Natale ci fa sognare la pace.

La classe di italiano in gita scolastica

             

Il sottomarino                                                all’interno

  • Quota 75. Il 6 dicembre sono arrivato al 75° compleanno celebrato con solennità secondo il collaudato stile locale. Questo numero 75 nel linguaggio del diritto canonico indica la fine della responsabiltà come parroco, presentando per iscritto la rinuncia al Vescovo. 

Risposta: “Antonio, continua tranquillo”.

  • Dicembre, mese delle 200 Prime Comunioni e 105 Cresime. Momenti belli, intensamente vissuti, eleganza nei vestiti e gioia nelle famiglie e ristoranti. La domenica successiva il vuoto quasi totale. Perché?
  • L’anno della misericordia è arrivato oltreoceano sottovoce. La porta santa della Cattedrale è stata aperta domenica 13 dicembre con un clima di fede e semplicità. Le confessioni pre-natalizie, programmate per tre ore, hanno visto solo cinque penitenti.

 Verso Betlemme con cioccolata calda

Non so come sia nata questa simpatica tradizione prenatalizia che spinge a cercare i “poveri” offrendo loro un bicchiere di cioccolata calda con il contorno della allegria dei pagliacci, panettoni, bambole, giochi, vestiti e canti natalizi dai ritmi andini.

Per me la prima cioccolattata è sempre tra i monti riunendo i bambini e i genitori di tre piccole scuole a Peñico, valle del Rio Supe. Con me c’era una famiglia di Lima con un ragazzo di 13 anni che ha passato tutto il giorno giocando con loro con una allegria e spontaneità unica. “Regalo un pallone a chi mi risponde a cinque domande sulla Bibbia, siete pronti?” Purtroppo nessuno è andato più in là della terza, è una zona che quasi mai vede un sacerdote. Gesù Bambino nasce anche lì.

La seconda cioccolattata ha radunato 100 alunni di scuole speciali dai due anni a quelli oltre i trenta. Il pagliaccio è riuscito a farli ballare e cantare ma il momento più vero è stato il presepe vivente con San Giuseppe e la Madonna che deposero un bel Gesù Bambino sull’erba verde dello Stadio 70. Tutti, come d’incanto, si sono avvicinati per toccare e baciare il Bambino che era un pupazzo paffutello. Ho ammirato l’amore delle nonne, delle mamme e delle maestre di questi specialissimi amici del Bambino Gesù. 

pronti via

cioccolattata

 La terza cioccolattata ha visto un record di partecipazione con 200 bambini compreso uno di quattro giorni, protetto tenerissimamente da sua mamma. Tra le colline che circondano la baia di Huacho ci sono ormai migliaia e migliaia di case di fortuna con tanti bambini che sognano un futuro migliore. 

rispondono veloci

regali biblici

  Gli studenti di italiano hanno preparato tutto con entusiasmo e precisione senza badare al sole e alla polvere, coinvolgendo genitori e nonni. Sono state tre ore di vera allegria con i bambini veloci anche nelle risposte alle domande bibliche, compresi i protestanti. 

danza andina

la squadra azzurra

 Saggiamente, al posto della cioccolata, si è distribuita una bibita fresca e tanti bellissimi regali comperati all’ingrosso a Lima. Gli studenti si erano autotassati anche facendo un pranzo per raccogliere fondi nel sogno di poter aiutare a costruire un piccolo asilo nido.

 

contenta nel dare

contenti nel ricevere

 

 panettoni e regali

 La quarta cioccolattata era dedicata ai “clienti” della mensa popolare parrocchiale per un pranzo nel verde dello Stadio 70. Il numero è cresciuto e tanti nonni e nipotini si sono aggiunti alla carovana, quasi assaltando due pullman.Ore di svago con concorsi di ballo o di canto prima dell’abbondante piatto di fritto misto di pesce del vicinissimo mare, bibite fresche e una buona fetta di panettone. Regalini e vestiti per tutti con il gran finale di un ballo andino dei bambini del nostro doposcuola. Non sempre al tempo con la musica, ma simpaticissima nei movimenti, era la piccolissima Betty di quattro anni.

i più piccoli

piccolissima ballerina

 Presepi con il cuore

Da mesi ci aspettavano al carcere di Carquin, mettendo da parte 500 bottiglie di plastica per fare la grotta di Betlemme. È la quarta edizione del concorso tra i cinque padiglioni che ce la mettono tutta per vivere la speranza del Natale preparando il pensiero biblico, un canto e naturalmente il presepio a secondo degli spazi a disposizione, da un sottoscala ai 30 metri all’aperto.

Alcune lacrime hanno rigato il mio volto durante un canto natalizio dedicato a compagni morti nel 2015, canto lento, triste con il ritornello: Tu che sei solo, che hai una pena nel cuore, che sei lontano dalla mamma, vieni a casa mia, stanotte è Natale.

Toni allegri in un altri reparti con 200 o 400 a fare da coro mimando l’asino che veloce vuole arrivare a Betlemme.

                       

 Albero di bottiglie angelo di Betlemme

immaginette

                                  

premiato nel carcere canto natalizio triste 

Tutti i presepi erano opere originali di grande valore con materiale riciclato anche per fare le statuine. Il presepio all’aperto aveva un vero angelo seduto sul tetto della capanna, lanciando fiori verso il Bambino, mentre un pastore giaceva addormentato tra le sue pecorelle.

Ha vinto il più piccolo dei presepi grazie al punteggio alto ottenuto dal discorso del responsabile del reparto che ha saputo unire gli avvenimenti di Betlemme al momento storico che lui e i suoi compagni stavano vivendo, tra melanconia e speranza.

 Un altro tipo di carcere è l’Ospedale sia pure per tempi più limitati. Di reparto in reparto è passata la carovana natalizia composta da medici, infermieri e personale del Regionale, spandendo musica e sorrisi accolti con gioia anche da chi si trovava quasi all’ultimo respiro. Nessun problema qui per trovare un Gesù Bambino vero tra quelli nati il giorno prima, lo hanno adagiato nella capanna con il canto: “Oggi è nato un bel Bambino…”

 L’uva di Natale

La Nochebuena del 24 esprime tutto il valore religioso e popolare del Natale. È sempre un momento unico quando sull’altare rinasce Gesù Bambino e attorno a lui si riuniscono tutti i vivi e defunti che ho incontrato nella mia vita.

Messa di Nochebuena alle ore 21 per essere pronti a mezzanotte con il Vescovo e i seminaristi per mangiare il tacchino e il Panettone, tutto in semplicità. Nelle case tutte le famiglie sono sveglie, collocano il Bambino nel presepe e restano unite fino alla sera del 25.

gruppo Beneficenza

Ma qualcuno non ha famiglia.

È Natale mattina, la Chiesa e la città sono avvolte nel silenzio, è estate, fa caldo, è meglio andare al mercato a comperare uva e mandarini. Per chi?

Con almeno 4 chili di frutta percorro 200 metri e busso alla porta della Beneficenza  Pubblica che ospita almeno 40 ragazzi e ragazze con problema familiari. ”Buon Natale, padre, oggi le bambine non ci sono, tutte sono andate in famiglia. Vada dai ragazzi, ne troverà qualcuno”. Le strade sono deserte, giro l’angolo e suono il campanello. Molto sorpresa mi apre l’unica maestra rimasta a Natale con 10 ragazzi dai 6 ai 16 anni, nessuno delle loro famiglie si era fatto vivo. Alcuni stanno giocando a calcio, tre sono alla televisione, uno è al computer ed è subito allegria. C’è un presepe e un tavolo dove colloco la mia grossa borsa. Il regalo piace a tutti, l’uva bianca, chiamata Italia, è proprio l’ideale, un grappolo a me, uno a te, mentre i mandarini saranno per la merenda.

Ragazzi dell’uva di Natale 

Ho un regalo speciale: 44 foto del Battesimo e Prime Comunioni del gruppo. Quattro sono presenti e con occhi pieni di luce intrecciano commenti su ogni foto, come è bello sentirli. Ma non stanno fermi e così con un gruppetto facciamo la gara a chi segna per primo 3 canestri su dieci. Vince la maestra, io ho perso la misura nel tiro. Toccano alla porta, arriva la cuciniera con il pranzo di Natale, naturalmente con il tradizionale tacchino e il Panettone. Resta il tempo di riunirci tutti attorno al presepe per un simpatico canto a Gesù Bambino con le parole: Al Bambino hanno dato del brodo, ma l’ha rifiutato, era troppo dolce e così ha dovuto mangiarselo San Giuseppe”.

All’uscita mi trovo davanti la spiaggia dell’Oceano con i primi bagnanti che

sfidano le onde.

Un Natale con grappoli d’uva non l’avevo programmato.

 

Don Antonio Colombo

 

Huacho 31 dicembre 20015