fiore 16 OFFERTE TRASFORMATE IN OPERE BUONE  

fiore 16 OFFERTE TRASFORMATE IN OPERE BUONE   

FIORE 16

 

Offerte trasformate in opere buone

 

Scopro l’alluvione

 

campana di Chambara

Parla il Papa delle alluvioni in Perù e l’Europa risponde.

Domenica 19 marzo sono a Milano. Alle 12 ascolto l’Angelus del Papa quando con sorpresa lo sento dire: “Voglio assicurare la mia vicinanza alla cara popolazione del Perù, duramente colpita da devastanti alluvioni. Prego per le vittime e per quanti sono impegnati nel prestare soccorso”.

“Se lo dice il Papa è vero e deve essere ben grave la situazione” commenta subito mia sorella Dalmazia. 

Chambara-alluvionata

È proprio così, l’Europa scopre la notizia, manda inviati speciali e le televisioni trasmettono immagini allucinanti. Sì, il Perù soffre e anche la Diocesi di Huacho è scolvolta.

La stessa sera del 19 marzo mi arriva un messaggio dalla Germania da parte di Markus, un amico, allarmatissimo per le notizie che ha ricevuto da Huacho. Mi chiede informazioni sulla situazione reale e vuol sapere cosa fa la Caritas parrocchiale. Ma io sono in Italia e da lontano è difficile organizzare aiuti. “Dammi tempo, fra poco rientrerò”.

Markus intanto mobilita il gruppo di amici che già ci stanno aiutando nei progetti della mensa popolare, dello sport giovanile e della scuola materna.

crolla la strada

Arrivo a Huacho ma finisco in ospedale, i tempi si allungano, però già dalla clausura post ricovero inizio i contatti con le zone colpite, buscando in you tube il paese più vicino che è Chambara a circa 30 chilometri di distanza.

 

Chambara, villlaggio invaso dal fango.

 

Sono convalescente, non ho la forza per guidare la macchina, ma ho tanta voglia di vedere con i miei occhi la situazione. L’amico Manuel si presta generosamente con la sua camionetta per andare in avanscoperta, già con un carico di vestiti, bottiglie di acqua minerale, tantissime scatole di tonno e di latte. Al ventesimo chilometro l’asfalto sparisce per 100 metri, lì la strada era stata spazzata via dal fiume ingrossato a dismisura. Continuiamo alla ricerca della scuola materna di Chambara, ma la troviamo deserta, non c´è allegria dei bambini, sono tutti emigrati alla scuola elementare nella parte alta del paese.

tristezza dopo l’alluvione

Sono passati quasi due mesi dal passaggio del fenomeno battezzato “Niño costero” ma gli effetti si vedono in tutta la loro gravità. Qui c’era il campo di calcio, dicono. Io vedo spuntare solo la traversa della porta, tutto ora è coperto da due metri di fango ora secco e duro. Qui ci sono le case abbandonate perché la valanga di fango è entrata fino a tappare quasi completamente le finestre all’altezza di due metri. Per due giorni la furia della natura è scesa dai monti e ha creato un torrente con l’acqua che scorreva con una forza distruttrice incredibile. Intatta è rimasta la torretta con la campanella della chiesetta, lì la corrente ha deviato per sfogarsi più sotto nei campi della canna da zucchero.

abbanbonata

I miei occhi si inumidiscono per tornare sereni quando vedo apparire intatta la scuola di Chambara alta, rimasta miracolosamente nemmeno sfiorata dalla devastazione. Qui ci sono i 14 bambini sfollati dalla scuola materna, più 14 delle elementari e 14 delle superiori, ognuno con i suoi maestri o professori, guidati da un simpatico direttore. Spiego il perché della mia visita come amministratore degli degli euro tedeschi che si devono trasformare in opere di bene per tutti i 42 alunni, basta indicare che cosa è più necessario. Stupefatti dell’imprevista generosità che arriva da lontano si mettono subito al lavoro per evidenziare le priorità.

così è la porta di calcio

Ho così tempo di esaminare il territorio e di scoprire le 30 tende dove si trovano le famiglie evacuate dalle case piene di fango. È l’ora del pranzo comunitario che riescono a preparare grazie agli aiuti dei privati e delle autorità governative. “Ma la notte fa freddo, ci aiuti padre, abbiamo pochissime coperte”. Sono sereni e tanto generosi che ci invitano a condividere  un delizioso piatto di spaghetti.

spaghetti per la mensa

 

la maestra
Gli euro tedeschi per l’alluvione

 

i piccoli

Le comunicazioni sono diventate veloci, internet è utilissimo più del telefono. Dai professori arriva la lista delle necessità, dalla Germania l’approvazione con la notizia che la generosità ha fatto crescere velocemente gli euro passando dagli iniziali 440 ai 1250, con triplo valore in soles peruviani. Nei negozi della cittadina di Huacho si trova tutto compreso una stampante con annessi fotocopiatrice e scanner per la scuola materna e un amplificatore moderno e potente per mille usi per le elementari e superiori. Non parliamo di tutto il materiale scolastico dalle matite ai “giochi didattici”, totalmente da me sconosciuti.

prepara la lista

Mani generose peruviane si uniscono a quelle tedesche tanto da aggiungere anche qualche pallone per la gioia dei ragazzi.

Gli euro sono arrivati velocissimi così da poterci presentare alla scuola nel giro di una settimana, mercoledì 24 maggio. Che emozione per tutti aprire scatolone dopo scatolone con la presenza di professori, genitori e soprattutto alunni che hanno voluto subito montare e smontare i giochi didattici e dare i primi calci al pallone mentre la musica usciva con potenza dall’altoparlante diffondendosi fin verso le montagne.

Piano di aiuti

Purtroppo sono rimasti pochi soldi per le famiglie sotto le tende, accontentando una vecchietta con il letto e le coperte e garantendo cibo a tutte le famiglie per una settimana.

Con piacere ho visto che una famiglia aveva svuotato dal fango la sua casa e stava tornando a sorridere. Il campo di calcio può aspettare.

si parla

 

Gli euro italiani per la scuola sulla collina

Nelle mie valigie di ritorno dalle vacanze c’erano anche gli euro raccolti per il progetto di una scuola materna “Raggi di dolcezza” nella periferia di Huacho su una collina tra arena e rocce. Milano Greco, Cologno, Cerro Maggiore, Altopiano di Seveso, Casatenovo, Sedriano, parenti e amici hanno formato una catena di solidarietà, dimenticando la sempre presente crisi italiana.

si lavora

Dal letto dell’ospedale seguivo i lavori attraverso la commissione ufficiale della scuola e facevo arrivare, settimana dopo settimana, gli euro italiani per il cemento, la sabbia, le finestre, le porte in metallo, la trave d’acciaio, le canne di bambù per il tetto, esigendo le foto comprovanti il progresso per trasmetterle agli amici oltreoceano.

tra le tende

Passata la tempesta della bronchite devo aspettare qualche giorno in più perché la zona è sempre battuta dal vento che solleva polvere micidiale per i miei polmoni.

pregano bene

“I bambini sono già nella scuola, sono 40!” Questa notizia mi sorprende, devo andare a vedere, a tutti i costi. È vero, i bambini sono già dentro in una delle tre aule in costruzione, sempre più spaziosa del “buco” dov’erano prima. Scoppia la gioia nel vedermi. I bambini sono sempre bambini, stupendi in tutto il mondo! Ma subito faccio una domanda all’unica maestra: “Ma dove vanno al bagno?” Imbarazzata mi indica il locale designato come bagno, ma ben lontano dall’essere finito.

il cortile

 

tra i bimbi

 “Tranquilla, per questo ci sono gli euro!”

sorriso

I lavori riprendono con un ritmo veloce, il bagno con piastrelle per maschietti e femminucce, un locale ampio e luminoso per la direzione, le porte, le finestre, la verniciatura, gli scalini, i marciapiedi, i banchi e l’arrivo della seconda maestra che occupa la seconda aula arredandola con fantasia e creativi.

Le case attorno sono molto provvisorie ma i genitori ce la mettono tutta per creare un ambiente sereno e dignitoso per i loro figli. Aiutare la gente a sognare è bello, gli euro diventano doppiamente preziosi soprattutto quando sono frutto dei risparmi e della generosità di altri bambini, di altre mamme, di altri nonni dai cuori grandi che scavalcano mari e monti per creare sorrisi.

missione compiuta

Ci sono ancora tanti sassi nel cortile della scuola, prima o poi si potrà livellarlo e magari piantare qualche alberello e far spuntare qualche fiore.

così si fa
ascoltano attenti
mi regalano la stellina
giocano
visitatori
la scuola dolcezza
Che gioia, arriverà il Papa

 Non mi sembra vero di poter rivedere presto il Papa dopo l’esperienza stupenda del 25 marzo a Milano. Viene proprio qui in Perù, a casa mia!

lo aspettiamo

Il titolo dei giornali che più mi è piaciuto è questo, scritto a caratteri cubitali: “ ¡ALEGRÌA¡ EL PAPA NOS VISITA”. Non c’è neanche bisogno di tradurlo. Notate però il doppio punto esclamativo dell’allegria, proprio della lingua spagnola!

il papa porta allegria

La notizia è del 19 giugno per il viaggio papale del 18 gennaio 2018. In pochissimi secondi l’evento hanno fatto il giro del Perù, Dopo mezz’ora, anche all’ospedale, non ho incontrato un solo ammalato che già non lo sapesse: “Padre voglio guarire, voglio andare a vedere il Papa”.

In parrocchia fioccano le domande: “Padre, andiamo o no? Dove si possono trovare i biglietti? Mio fratello è in carrozzina, potrà avvicinarsi al Papa?”

Il Perù ha bisogno di un po’ di entusiasmo, di fede e di speranza.

nuovi diaconi e nuovi sacerdoti con il Vescovo Mons. Antonio Santarsiero

Il nostro Vescovo Mons. Antonio Santarsiero è nella commissione organizzatrice e certamente troverà modo di collocare in una buona posizione i suoi ultimi gioielli: sei nuovi diaconi e sei nuovi sacerdoti. Proprio il 29 giugno, anniversario numero 53 della mia Prima Messa, c’è stata la ordinazione nella Cattedrale. Guardavo a 12 ordinandi, seguivo ogni dettaglio della cerimonia, come sovrapponendo le mie emozioni antiche, soprattutto quando li ho visti distesi sul pavimento per le litanie dei santi. Mi sembrava di rivivere il mio contatto con il freddo marmo del Duomo di Milano. Tra i nuovi sacerdoti c’è anche un italiano di 68 anni: padre Arturo Bucca Rossello, approdato qui dalla Sicilia.

sacerdoti novelli
padre Arturo Bucca

Ecco i nomi dei sei sacerdoti: padre Arturo, padre Angel, padre Rober, padre Hector Walter, padre Ever Absalon, padre Javier Augusto. A loro auguriamo il buon viaggio nell’immenso campo che è il Regno di Dio.

Il Seminario vescovile continua a preparare giovani peruviani che entusiasti rispondono alla chiamata di Gesù che li ha raggiunti lungo la costa oceanica, tra le altissime Ande o nella verde Amazzonia.

ordinazione

Il mio 53° anniversario sacerdotale, vissuto sottovoce, ha avuto un momento bello nella 

Torta del 53° di ordinazione
amici del 53°
con San Pietro

condivisione con gli 80 frequentatori della mensa sociale parrocchiale. Il loro battimano, il brindisi con Incacola e una piccola deliziosa torta sono stati gesti più che sufficienti per ricordare quel lontano 29 giugno 1964.

torta dalla mensa popolare
brindisi del 53°

 

Torna il pallone tra le sbarre

Di buon auspicio è stato l’aumento del numero delle squadre partecipanti al secondo trofeo padre Antonio Colombo, disputato tra le sbarre del carcere di Carquin. Venerdì 7 luglio, dalle 9 del mattino, senza interruzione, fino alle 4 del pomeriggio, si sono date battaglie 10 squadre eliminandosi solo dopo feroci, ma corretti, scontri.

si lotta
rigore

Vale la pena di elencarle: cinque dei padiglioni, due della polizia, uno degli impiegati e naturalmente la mia squadra, in maglia gialla con stemma tricolore, composta da giovanissimi universitari che con emozione avevano atteso quel giorno.

coppa e maglie

Il campo da gioco è di cemento per 6 giocatori, tutti ben equipaggiati con maglie con colori vivaci, compreso il nero.

finalisti

Arbitro quasi impeccabile che ha diretto tutte le partite regalando tre cartellini rossi da espulsione e quattro gialli per calmare le acque. Valore tecnico più che discreto, con spirito agonistico alle stelle. Solo una eliminazione si è risolta ai rigori permettendo ai due portieri di brillare con tuffi anche sul duro asfalto. Al mattino il clima era freddo con la brezza del vicino oceano Pacifico, nel pomeriggio invece c’era un calore quasi estivo. Come lo scorso anno la mia squadra si è distinta con i palleggi e gli schemi tattici, arrivando però alla finale spompata. Da notare il portiere bravissimo, con i capelli alla Buffon, ma super spericolato nelle uscite e azzardato nellavanzare addirittura verso la porta nemica. È riuscito a fare un goal, ma ne ha subiti tre ingenuamente!

Accoglienza perfetta, break con pasticcini e veloce pranzo con pesce fresco.

Ha vinto il padiglione numero uno per 7 a 3, guadagnandosi orgogliosamente il trofeo Antonio Colombo, qualche soldino e una nuova serie di maglie, dono del gruppo sportivo del Comune di Ponte Lambro.

vince il padiglione n. 1

Le foto autorizzate corrono sui Facebook dei giovani universitari, con spiritosi commenti.

visitano il carcere

La nota triste è che in carcere ci è finito anche un altro ex Presidente del Perù. Anche lui è uno sportivo, ma potrà giocare al pallone, nel suo carcere di massima sicurezza?

club padre A.C.

 

Sempre calcio, ora magico con TV nazionale

La parabola dei talenti si può applicare anche al calcio.

kenji contento
kenji il talento

Ne abbiamo incontrato uno vero, si chiama Kenyi, ha 15 anni. Il canale sportivo nazionale MDC gli ha dedicato un servizio andato in onda giovedì 20 luglio. Dicono sia stato interessantissimo, strappalacrime. Sono ansioso di poterlo vedere perché anch’io sono parte della storia come scopritore di questo tesoro nascosto in una casa della Beneficenza. Con lui avevo condiviso un grappolo d’uva il mattino di Natale del 2015. Ora non è più triste come quel giorno, il pallone gli ha trasmesso una gioia di vivere, di crescere e di condividere.

intervistatore Ferrari

Nel frattempo le quattro categorie dei ragazzi di 8, 10, 12 e 16 anni sono impegnate nel torneo cittadino, con alterne fortune, ma sempre con gioia, sotto gli occhi vigili dell’allenatore Mosè e dei loro genitori.

protagonisti del sogno
kenji al centro
kenji in spiaggia
sogno dei poveri
protagonisti del sogno

 Nuovo Arcivescovo di Milano

Mi ha superato in velocità un giovane di Huacho che ha pubblicato su Facebook la notizia della nomina del nuovo Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, corredandola con le foto della sua Messa nella nostra Cattedrale il primo gennaio 2015.

mons. Delpini a Huacho nel 2015
accoglienza huaciana

Per noi “missionari milanesi in diasporaè una bella notizia, siamo contenti.

Posso rilanciargli la palla. Lui mi ha autorizzato a rinnovare il contratto missionario di altri tre anni scrivendomi: “Ammiro il tuo coraggio a quota 75 anni” Tocca a me dirgli: “Coraggio a te, devi avere le spalle più larghe delle mie! Huacho ti aspetta, tanto sai anche parlare in spagnolo”

 Qui siamo in inverno, senza bisogno di riscaldamento in casa. Godetevi il vostro sole, le vostre spiagge e le vostre montagne. Se volete fare turismo, il Perù vi può fare felici

Don Antonio

 Huacho 22 luglio 2017, in ricordo del fratello Giuseppe