alzando lo sguardo … da Torino

alzando lo sguardo … da Torino

ALZANDO LO SGUARDO …da Torino

Settembre 2017

Quando ai primi di marzo venni in Italia per normali vacanze, tutto avrei immaginato tranne che, ancora una volta, avrei dovuto salutare il Mozambico.

Era già avvenuto nel 2000, quando fui chiamata per la redazione della rivista “Andare alle genti”, ma con una differenza. Allora avevo “patteggiato”: al massimo cinque anni. Ne passarono dieci prima di tornare in Mozambico. Alla nuova chiamata per il servizio nell’Ufficio – offerte e progetti delle Suore Missionarie della Consolata, a Torino, accettai, e feci un calcolo. 81 + 5… i miei anni. Allora, anziché patteggiare quanti anni, come quel tale che disse a Gesù che lo avrebbe seguito … prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia, chiesi di poter salutare la mia casa in Mozambico utilizzando il biglietto di ritorno, non rimborsabile. Al contrario di quanto rispose Gesù all’uomo di non voltarsi indietro, la Madre generale mi rispose: Va tranquilla, arrivederci a settembre!

Trascorsi un mese abbondante in Mozambico. Arrivai fino alla Missione di Muliquela, la mia casa. Le sorelle erano a conoscenza, ma alla Comunità cristiana lo tenni nascosto per qualche giorno, poi sputai il rospo.

Furono giorni intensi quelli trascorsi a Muliquela. Dedicai quei giorni in particolare alla formazione del gruppo delle Animatrici che avrebbero dato continuità al Progetto di Formazione nelle comunità rurali. Rividi con immenso piacere i bambini malnutriti del Sostegno a distanza: quelli ormai fuori pericolo e i nuovi arrivati, assicurando tutti che non li avrei abbandonati. Ed ora eccomi qui in Casa Madre, delle Suore Missionarie della Consolata, in via Coazze, 1 TORINO.

Casa Madre: un po’ di Storia

Nel linguaggio delle Congregazione religiose, per Casa Madre, si intende la Culla dell’Istituto. La casa dove i primi membri si formarono sotto la guida del Fondatore o della Fondatrice. Non è sinonimo di Casa generalizia, dove risiede la superiora generale e il suo consiglio. Possono coincidere ma non necessariamente. E’ quanto avvenne nel nostro Istituto.

Dalla Fondazione nel 1910 al 1957, la Casa Madre era anche Casa Generalizia, ma questa, nel 1958 si trasferì a Grugliasco in Corso Allamano e, dal 1996, si trova a Nepi, in provincia di Viterbo.

La Casa Madre non è trasferibile. Sta all’origine della fondazione degli Istituti religiosi, la loro terra natale. Non museo, ma terra santa che ogni religioso/a anela conoscere, sostarvi almeno una volta nella vita. Non so se sia per tutti, ma noi Missionarie della Consolata, essendo state riconosciute civilmente come Entità Giuridica a Torino, conserviamo qui la Sede legale. Per questo, oltre alla finalità religiosa della sua esistenza, la casa Madre svolge attività legali. Così si spiegano in essa la presenza di uffici, come quello nel quale sono stata chiamata a lavorare, ossia l’ufficio di Offerte e Progetti per il Sostegno delle Opere delle Missionarie.

Il legame fra la Casa Madre dalla quale sono partite, nel 1913, le prime Missionarie della Consolata per il Kenya e in seguito le altre centinaia e centinaia sparse in tutti i Continenti ( io stessa parti da qui il 29 ottobre 1963), e le sorelle sparse nel mondo è sempre stato forte anche nello scambio di notizie tra il Fondatore, il Beato Giuseppe Allamano, Casa Madre e i missionari e le missionarie all’estero.

Agli inizi il canonico Allamano si servì della rivista ufficiale del Santuario della Consolata, poi, nel 1919 fondò, ad uso interno dei Missionari e delle suore Missionarie della Consolata, il “DA CASA MADRE”, che compie quest’anno 98 anni di età. Ma a quanto pare, alle prime sorelle non bastava. Portavano in cuore le parole del Padre Fondatore : La Casa Madre è sempre un caro nido e, quando dovremo andare in missione, un certo rincrescimento deve prenderci al pensiero di lasciarla. Ricordate sempre quel masso di pietra da cui siete state staccate.

Le lettere dalle missioni venivano lette in comunità e ad esse rispondevano. Ma, per l’intensificarsi delle richieste di notizie e trovandosi nell’impossibilità di esaudirle, le suore inventarono un supplemento al “Da CASA MADRE” con la testata :

ISTITUTO DELLA CONSOLATA PER LE MISSIONI ESTERE

Filo d’oro tra la culla e il campo,

Alle SORELLE D’OLTREMARE

Nell’editoriale del primo numero 1923 leggiamo: E’ con grande gioia che redigiamo queste colonne, pensando a voi sorelle, le quali, dal lontano campo d’apostolato potranno seguirci riguastando un po’ la vita di Casa Madre. Vengano accolte queste notizie con l’amore col quale le trasmettiamo.

Per tanti anni, le Missionarie della Consolata, partivano da Casa Madre ad vitam. L’addio era un addio per sempre. E molte sorelle delle prime generazioni, fedeli al motto, non tornarono in Patria neppure per le vacanze in famiglia. Nel 1948, Casa Madre ebbe l’emozione di accogliere fra le sue mura il Primo Capitolo Generale, canonicamente indetto e fu in quell’occasione che fu stabilito il “ritorno in patria per vacanze”. Le prime avevano 35 anni di missione ininterrotta. La maggioranza, oltre i 30. Quando partii nel 1963, la norma era ogni 15 anni. Poi continuo ad abbassare. Io rividi Casa Madre dopo 10 anni, ed ora si ritorna ogni tre. Ieri come oggi, Casa Madre è stata la Casa d’accoglienza da dove, come nella casa natale si arriva e si va. O si resta per un servizio, come è accaduto ora a me.

Ed è da questa Casa che riprendo la corrispondenza, sotto forma di cronaca, per www.sullarcadinoe2.it

suor Dalmazia